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Riforma del catasto, cosa succederà


Si è ormai in dirittura d'arrivo per l'attuazione della riforma del catasto: eccone i principali risvolti.

L'obiettivo principale è far in modo che il valore catastale dell'immobile corrisponda al valore reale dello stesso. Tale scopo viene raggiunto attraverso diverse modifiche.
In primo luogo nella valutazione dell'immobile non si terrà più in considerazione il numero dei vani di cui è composto, ma si prenderà come base di calcolo la superficie, cioè i metri quadri dell'immobile. Questi dati però non saranno usati acriticamente perché ad entrare nella valutazione sarà anche lo stato di conservazione dell'immobile, le infrastrutture e la zona in cui è ubicato.
Il compito di aggiornare le rendite catastali è delle commissioni censuarie, istituite in ogni capoluogo di provincia, queste dovranno avere tra i loro membri anche le associazioni di categoria e gli stakeholders (soggetti interessati). Le nomine dei membri avvengono per opera del presidente del tribunale del luogo in base alla candidature pervenute. Ente di raccordo tra le commissioni censuarie sarà la commissione centrale con sede a Roma.
Il ruolo delle commissioni censuarie è stabilire dei coefficienti, che sono il risultato di valutazioni a campione e che hanno come parametri ubicazione, piano, anno di costruzione, presenza di ascensori e dati simili. Stabiliti i coefficienti saranno poi applicati in base ai metri quadri alle diverse abitazioni. La riforma prevede un piccolo vantaggio per i proprietari perché è stabilito che, individuato il valore catastale dell'immobile, sia applicato uno sconto del 30% che mira ad eliminare possibili errori di sovrastima. 
Nell'aggiornamento del catasto saranno coinvolti anche i comuni che dovranno fornire all'Agenzia delle Entrate i dati che non riesce a reperire con facilità.
Uno dei vantaggi di questa riforma è dato dal fatto che è previsto un meccanismo di Autotutela del cittadino che permette di confutare la valutazione dell'immobile. 
La normativa prevede anche che non ci sia un aumento del gettito fiscale derivante dagli immobili in quanto la riforma del catasto porterà ad una probabile riduzione delle aliquote. Lo scopo, infatti, è far pagare ad ognuno quanto effettivamente dovuto senza i privilegi che arrivavano dai vecchi calcoli basati solo sul numero di vani. Nonostante queste rassicurazioni sono in molti a temere un aumento del valore catastale del proprio immobile e di conseguenza nuovi calcoli per IMU, TASI e anche oneri successori.


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